Pezcoller Press Conference in Trento, February 15, 2017

La Fondazione Pezcoller ha annunciato oggi il nome del vincitore del Premio 2017 per la ricerca sul cancro: il prof. David Morse Livingston, 74 anni, vicedirettore e professore di medicina e genetica al Dana-Farber Cancer Institute di Harvard e direttore della Charles A. Dana Division of Human Cancer Genetics e professore di genetica alla Scuola di medicina.

Il presidente della Fondazione Enzo Galligioni: “attraverso i suoi studi sul retinoblastoma è considerato un pioniere nella scoperta e comprensione dei meccanismi che controllano il ciclo di replicazione cellulare nei tumori ereditari.

Le sue scoperte hanno rivoluzionato le nostre conoscenze e le strategie terapeutiche nel carcinoma della mammella e dell’ovaio”.

Il prestigioso riconoscimento internazionale, realizzato in collaborazione con l’Associazione americana per la ricerca sul cancro, sarà consegnato venerdì 5 maggio a Trento in una cerimonia al Castello del Buonconsiglio.

In Trentino ogni anno si ammalano di cancro oltre tremila persone, con una mortalità di poco inferiore al 50%. I tumori alla mammella sono 370, all’ovaio 38. Un quarto di questi è ereditario.

Trento, 15 febbraio 2017 – Trentuno candidati di prestigiosi enti di ricerca di tutto il mondo selezionati da un comitato scientifico internazionale, nove finalisti e un vincitore: il professore di Harvard David Morse Livingston, pioniere nello studio dei meccanismi che controllano il ciclo di replicazione cellulare nei tumori. Una vita dedicata alla lotta contro il cancro, a lui si devono fondamentali scoperte per la cura di particolari tumori come il carcinoma della mammella e dell’ovaio.

Stamani l’annuncio del presidente della Fondazione Pezcoller Enzo Galligioni. Il prof. Livingstone riceverà il Premio di 75mila euro nella cornice del Castello del Buonconsiglio venerdì 5 maggio dal presidente della Fondazione Pezcoller e dal rappresentante della Aacr, l’associazione americana di ricerca sul cancro che rappresenta decine di migliaia di ricercatori in tutto il mondo. Il Premio è considerato uno dei riconoscimenti più prestigiosi in questo campo a livello internazionale.

La motivazione del Premio al prof. Livingstone

Molti sono gli studi e le scoperte del prof. Livingston, che si svolgono attraverso tre principali fasi successive per più di quarant’anni.

Prima fase: studiando negli anni 80-90 uno dei pochissimi tumori ereditari, il retinoblastoma, ha dato un contributo fondamentale alla conoscenza dei meccanismi che controllano la proliferazione delle cellule in condizioni normali e che sono invece alterati nella maggior parte dei tumori umani:

le cellule si replicano attraverso una complessa serie ordinata di eventi (ciclo cellulare), che sono sottoposti ad una serie di sistemi di controllo (posti di blocco o check points). Questi sistemi di controllo sono alterati nei tumori, con la conseguenza di una proliferazione incontrollata della cellule tumorali; la comprensione di questi meccanismi ha come conseguenza la possibilità di sviluppare farmaci specifici, in grado di ripristinare il controllo sul ciclo cellulare.
la possibilità di identificare le persone che hanno nel loro DNA queste alterazioni genetiche e che sono quindi maggiormente a rischio di sviluppare un tumore (rischio genetico). Questo rischio è principalmente per il tumore della mammella e/o dell’ovaio;
è stato possibile sviluppare farmaci specifici per le cellule tumorali con queste alterazioni genetiche: sono cellule che mancano dei meccanismi di riparazione e possono quindi essere rese molto più sensibili alle terapie, in particolare la chemioterapia, con enormi benefici alle pazienti.
Seconda fase: proseguendo su questo filone di ricerche, Livingston ha scoperto altri fattori cruciali per il controllo del ciclo cellulare (p300 e CBP), essenziali non solo per la proliferazione ma anche per la differenziazione e specializzazione delle cellule.

Queste, in condizioni normali, sono essenziali per lo sviluppo dei diversi organi con attività e funzioni diverse. Nei tumori invece, anche questi fattori sono alterati, con il risultato quindi in ammassi di cellule non solo proliferanti in maniera incontrollata, ma con proprietà e funzioni inutili o dannose per l’organismo.

Questo è un settore di ricerca in continua espansione per la possibilità di enormi applicazioni anche al di fuori dello stretto ambito di ricerca sul cancro.

Terza fase: i meccanismi di controllo della proliferazione e della specializzazione delle cellule sono sostanzialmente delle proteine: quando sono alterati, sono la conseguenza di alterazioni nelle porzioni del DNA (geni) che le hanno codificate.

Ma cosa provoca queste alterazioni del DNA? Livingston con il suo gruppo di ricerca è stato il primo a dimostrare che due particolari geni, BRCA 1 e BRCA2, sono normalmente coinvolti nella riparazione (come i meccanici) dei numerosi danni che avvengono normalmente nel DNA.

Quando questi geni riparatori sono poco funzionanti o non funzionano affatto, una conseguenza importante è lo sviluppo di molti tumori, in particolare della mammella e dell’ovaio. Queste scoperte hanno aperto la strada a due importanti campi di applicazione;

Si tratta di applicazioni entrate ormai nella pratica clinica quotidiana e delle quali hanno beneficiato migliaia di pazienti, comprese quelle della nostra comunità trentina.

Il lavoro di ricerca del Dr. Livingston non è concluso e continua a produrre dati sui meccanismi di controllo della proliferazione cellulare e sulle alterazioni genetiche che ne sono responsabili, dati che hanno enorme importanza per le possibili implicazioni in termini di prevenzione e cura dei tumori.

Ad esempio, queste conoscenze hanno dimostrato una correlazione tra assunzione di dosi medio-basse di alcool e maggior rischio di sviluppare un carcinoma della mammella.

L’incidenza dei tumori in Trentino

“Ogni anno – ha affermato il presidente della Fondazione Pezcoller Enzo Galligioni, già primario di Oncologia all’ospedale Santa Chiara di Trento – in Italia si ammalano di tumore alla mammella 522 mila donne, e 37mila all’ovaio.

In Trentino su un totale di 3140 ammalati di cancro i tumori alla mammella sono 370 (con una mortalità di 92), 38 all’ovaio (mortalità di 32). Nel carcinoma alla mammella il 75% dei tumori è sporadico, il restante 25% è di tipo familiare o ereditario. Attraverso gli studi del prof. Livingston oggi è possibile individuare i soggetti a rischio prima che si sviluppi la patologia

Il Premio e la Fondazione Pezcoller

La Fondazione prof. Dott. Alessio Pezcoller - nata nel 1986 per volere del professor Alessio Pezcoller (1896-1993) già Primario dell’Ospedale S. Chiara di Trento - ha come fine istituzionale la promozione scientifica per la lotta contro le malattie che affliggono l’umanità e, specificatamente, contro il cancro.

Il «Pezcoller Foundation International Award for Cancer Reserch» premio alla ricerca scientifica in campo oncologico, in collaborazione con l’Associazione Americana Ricerca sul Cancro, è assegnato ogni anno da un comitato scientifico internazionale. Non sono previste autocandidature al Premio; i partecipanti devono venire presentati da scienziati che lavorano o che hanno lavorato presso Istituti di Ricerca in campo oncologico.

Il vincitore terrà a Washington - durante il meeting dell’Associazione Americana Ricerca sul Cancro - una lecture. Inoltre terrà un’ulteriore lecture in concomitanza con la cerimonia ufficiale del premio che si svolgerà a Trento, presso il castello del Buonconsiglio, il 5 maggio.

Fino ad oggi sono stati premiati 20 scienziati (americani, europei e un giapponese) e tre di essi, Paul Nurse, Mario Capecchi ed Elizabeth Blackburne hanno poi ricevuto il premio Nobel nel 2001, nel 2007 e nel 2009.

MATERIALE CONFERENZA STAMPA: DOWNLOAD
INTERVISTA Dott. ENZO GALLIGIONI: DOWNLOAD
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