Le cellule del nostro corpo possono “cambiare identità”: lo fanno nello sviluppo, per guarire dalle lesioni, ma anche nel cancro. Studiare i meccanismi cellulari legati a questo processo permetterà di percorrere nuove strade nella lotta ai tumori, migliorando sia l’efficacia delle terapie che la salute complessiva dei pazienti.
Ne è convinta Marta Kovatcheva, vincitrice dell’edizione di quest’anno del premio EACR-Mark Foundation-Pezcoller Foundation Rising Star per i suoi studi in questo campo.
Originaria della Bulgaria, formata in Canada e attiva a New York e Barcellona, Kovatcheva è in forza all’IFOM di Milano, dove dirige il gruppo di ricerca Laboratory of Cell Plasticity & Aging.

“Salute, stili di vita e diagnosi precoci”
Per fare chiarezza su questa malattia complessa e sulle strategie per sconfiggerlo, la Fondazione Pezcoller ha organizzato l’incontro “Genetica o stili di vita? Il cancro visto da vicino“, durante il CICAP Fest a Padova, durante il quale il presidente della Fondazione, Enzo Galligioni, ha dialogato con la giornalista scientifica Cristina Da Rold.
Il cancro è una malattia dei geni, ma «genetico» non significa necessariamente ereditario. E le corrette abitudini quotidiane – attività fisica, alimentazione, ma anche una buona motivazione possono favorire un “approccio integrato“ alla longevità.

