Le ricerche dei borsisti Pezcoller-SIC

Borse 2027-2028

ELENA FIORINI (Università di Verona)

“Targeting MYC amplification on extrachromosomal DNA”

In molti tumori solidi, incluso in tumore al pancreas, alcuni geni che favoriscono la crescita del tumore possono essere presenti in copie extra su piccoli anelli di DNA, chiamati ecDNA. Gli ecDNA contribuiscono alla progressione del tumore e alla resistenza alle terapie e la loro presenza nel tumore è associata a una prognosi negativa. Il progetto mira a identificare punti deboli comuni a cellule con ecDNA, che possano essere sfruttati come nuovi bersagli terapeutici.

FLAMINIA PEDRETTI (IFOM di Milano)

“The Vulnerable Host: Unraveling Age-Dependent Responses to Inflammation and Chronic Stress in Early-Onset Colorectal Cancer”

Negli ultimi decenni il tumore del colon-retto è diventato sempre più frequente sotto i 50 anni per motivi che restano in gran parte sconosciuti. La nostra ipotesi è che la causa risieda in come l’intestino giovane risponde all’infiammazione e che questo effetto possa essere amplificato dallo stress cronico. Pertanto, utilizzeremo modelli animali e campioni di pazienti per capire questi meccanismi e identificare nuove strategie di prevenzione e cura.

MICHELA ROSSINI (Università di Padova)

“Impact of diet and organelle contact sites on mitochondrial transfer in melanoma progression”

La cellula funziona come un’azienda in cui gli organelli al suo interno, così come gli uffici aziendali, comunicano tramite punti di contatto per coordinare le attività cellulari. In laboratorio studiamo il ruolo di queste connessioni nel melanoma. Abbiamo osservato che cellule con comunicazione intracellulare alterata crescono più lentamente, ma durante il digiuno intermittente crescono più di quelle normali. Il progetto indaga il perché di questo fenomeno e l’influenza della dieta sul tumore

GIANCARLA BERNARDO (Istituto Nazionale Tumori, Milano)

“Microbial shadows in melanoma: uncovering the role of intratumoral bacteria in melanoma recurrence”

Questo studio indaga come la presenza di alcuni batteri commensali nelle lesioni di melanoma possa indebolire la risposta immunitaria e favorire la recidiva del tumore. In particolare, analizzeremo il ruolo di Staphylococcus nel compromettere l’attività e la memoria dei linfociti T in campioni clinici e modelli sperimentali. L’obiettivo è capire se la presenza di questi batteri possa aiutare a prevedere le ricadute, e se la loro eliminazione possa aprire la strada a nuove strategie terapeutiche.

FRANCESCO VERONA (Università di Palermo)

“Unveiling CD93 as a stemness marker and therapeutic vulnerability in EMT-driven colorectal cancer progression”

Il nostro studio si concentra sul tumore del colon-retto. I dati preliminari hanno evidenziato l’espressione di un biomarcatore specifico sulle cellule staminali tumorali, una componente estremamente aggressiva, resistente alle cure tradizionali e responsabile della formazione di metastasi. Il nostro obiettivo è comprendere i meccanismi molecolari attraverso cui questo biomarcatore favorisce la diffusione della malattia. Colpire questo bersaglio permetterà di bloccare la progressione del tumore e sviluppare terapie personalizzate più efficaci.

SERGIO FORCELLONI (Ospedale Bambino Gesù, Roma)

“Deciphering Translational Stress in NK Cells: The Role of Ribosome Stalling and Collisions in the Tumor Microenvironment”

Il progetto studia come lo stress del microambiente tumorale alteri la traduzione nelle cellule Natural Killer (NK), inducendo stalli e collisioni ribosomiali. L’obiettivo è determinare se questi eventi attivino i meccanismi di controllo qualità associati ai ribosomi e le risposte allo stress traslazionale, e come ciò influenzi la funzione antitumorale delle NK. Il progetto integra modelli in vitro, RNA-seq e ribosome profiling.

ALFREDO SMIRIGLIA (Università di Firenze)

“CYP1A1 produces cholesterol-derived metabolites to sustain ER+ breast cancer progression and therapy resistance”

I tumori mammari ER+ dipendono dalla segnalazione estrogenica, ma una quota rilevante di pazienti sviluppa resistenza alle terapie, favorendo la recidiva. Alterazioni del metabolismo del colesterolo possono generare molecole capaci di attivare ER e promuovere la crescita tumorale. Questo studio indagherà il ruolo dei metaboliti del colesterolo nella progressione e nella resistenza terapeutica, valutando anche CYP1A1 e il potenziale della sua inibizione per migliorare l’efficacia dei trattamenti.

CATERINA DE ROSA (Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli)

“REMAP-SCLC: REstoring MAVS Activity through PRMT5/MAT2A targeting in SCLC”

Il tumore del polmone a piccole cellule è una malattia aggressiva, capace di eludere il nostro sistema immunitario. Il mio progetto studia l’asse MAT2A-PRMT5, un meccanismo di resistenza che ‘spegne’ le cellule immunitarie killer. L’obiettivo è quello di testare farmaci specifici per bloccare tale processo e ‘risvegliare’ il sistema immunitario per combattere il tumore. Inoltre, la ricerca di tali biomarcatori nel sangue permetterà di prevedere l’efficacia delle cure, aprendo la strada a terapie sempre più mirate.

IRENE FISCHETTI (Istituto Nazionale Tumori, Milano)

“Exploring ferroptosis-linked pathways in osteosarcoma: the roles of SLC7A11 and LCN2 in tumor aggressiveness and microenvironment modulation”

L’osteosarcoma è il più comune tumore primario delle ossa nei bambini e nei giovani adulti. Nonostante le terapie disponibili, la prognosi rimane spesso sfavorevole, soprattutto nei pazienti metastatici. Il progetto studia la ferroptosi, una forma di morte cellulare, e due proteine, SLC7A11 e LCN2, che potrebbero aiutare le cellule tumorali a resistervi. L’obiettivo è capire come queste proteine favoriscano la crescita del tumore e se possano essere sfruttate per sviluppare nuove terapie.

Borse 2025-2026

GABRIELE ANTONARELLI (Istituto Europeo di Oncologia, Milano)

“Ricerca di biomarcatori per prevedere la tossicità del Trastuzumab- Deruxtecan (T-DXd) in pazienti affetti da carcinoma mammario avanzato. Tox-DXd: uno studio osservazionale, non-interventistico”

Il suo progetto mira a identificare biomarcatori in grado di prevedere gli
eventi avversi del trattamento con Trastuzumab-deruxtecan nel carcinoma mammario avanzato. La ricerca include un’analisi retrospettiva su 112 pazienti, recentemente pubblicata su ESMO Open, e una fase prospettica con il monitoraggio di 84 pazienti.

LUCREZIA CAMICIA (Centro di Riferimento Oncologico, Aviano)

“Ruolo di Multimerina-2 nella regolazione della stabilità vascolare tumorale nella risposta alla chemio/ immunoterapia”

Multimerin-2 è una proteina della matrice extracellulare importante per la salute dei vasi sanguigni, un fattore importante per valutare l’efficacia delle terapie antitumorali. Il nostro studio mira a studiare il suo ruolo come possibile biomarcatore, per rendere i trattamenti sempre più efficaci.

MATTIA COLUCCI (Casa Sollievo Sofferenza, S. Giovanni Rotondo)

“Il ruolo funzionale dell’inattivazione di EZH2 nella patogenesi della leucemia linfoblastica acuta a cellule T con aumento d’espressione dei geni del gruppo HOXA”

Il progetto si propone di approfondire i meccanismi molecolari di una forma aggressiva di leucemia infantile (ETP-ALL). Si indaga come la combinazione di alterazioni genetiche promuova la malattia, con l’obiettivo di identificare nuovi bersagli terapeutici per sviluppare cure più efficaci e meno tossiche per i giovani pazienti.

ANDREA COSTAMAGNA (Università di Torino)

“Ruolo di p130Cas nella disseminazione iniziale del tumore del pancreas”

Il carcinoma duttale pancreatico è tra i tumori più aggressivi per la sua elevata capacità metastatica. Il progetto indaga come la proteina p130Cas, attivata dall’oncogene Kras mutato, favorisca la diffusione precoce delle cellule tumorali tramite la via di segnalazione PI3K-AKT,
individuando possibili vulnerabilità terapeutiche.

MARIA VALERIA GIULI (Università La Sapienza, Roma)

“Un nuovo modo per rendere più efficace la terapia del carcinoma ovarico: imitare l’effetto delle mutazioni dei geni BRCA bloccando Pin1”

Il cancro dell’ovaio è tra le neoplasie femminili più letali per l’elevata resistenza alle terapie. Lo studio delle mutazioni dei geni BRCA ha migliorato i trattamenti. La ricerca indaga Pin1, un enzima che regola la funzione di molte proteine tra le quali BRCA1, come bersaglio terapeutico
per potenziare le cure anche nelle pazienti senza mutazioni BRCA.

TANIA PORCELLI (Università di Palermo)

“L’obesità favorisce la creazione di un microambiente permissivo all’ iniziazione tumorale”

Nel contesto del cancro al seno, il tessuto adiposo in condizioni di obesità subisce cambiamenti disfunzionali che favoriscono l’insorgenza di alterazioni pre-maligne e la progressione del tumore. Comprendere questi meccanismi contribuirà allo sviluppo di nuove strategie terapeutiche.

JESSICA RUZZOLINI (Università di Firenze)

“YAP/TAZ come bersaglio molecolare per contrastare la resistenza farmacologica in cellule di melanoma presentanti la mutazione BRAF(V600E)”

Il melanoma è un tumore della pelle molto aggressivo e sempre più diffuso. Identificare nuovi bersagli terapeutici per contrastare la resistenza farmacologica risulta fondamentale per lo sviluppo di trattamenti più efficaci e funzionali all’eradicazione definitiva della malattia.