Gli scienziati che hanno trasformato la prevenzione del cancro in un vaccino

Quest’anno il Premio Pezcoller-AACR ha celebrato gli autori di una vera e propria rivoluzione nella medicina: la possibilità di prevenire il cancro prima ancora che si sviluppi, invece di limitarsi a curarlo quando è già presente.

Questo traguardo straordinario è legato alla storia del vaccino contro il Papillomavirus Umano (HPV), un virus molto comune responsabile della quasi totalità dei tumori al collo dell’utero e di altre forme di cancro che colpiscono la gola e gli organi riproduttivi.

Negli anni ’90, i ricercatori americani Douglas Lowy e John Schiller hanno trovato la chiave per sconfiggerlo: sono riusciti a creare in laboratorio delle particelle che imitano alla perfezione l’aspetto esterno del virus, ma che sono completamente vuote all’interno, cioè prive del DNA virale. Questo significa che sono del tutto innocue e non possono causare la malattia, ma sono capaci di “ingannare” il nostro sistema immunitario, spingendolo a produrre anticorpi potentissimi in grado di respingere il virus reale in caso di contagio. Grazie a questa tecnologia sono nati i vaccini anti-HPV oggi diffusi in tutto il mondo, che stanno già mostrando risultati eccezionali con un crollo drastico delle infezioni e delle lesioni precancerose nei Paesi con alte percentuali di vaccinazione.