CARCINOMA MAMMARIO
COS’È
Il carcinoma mammario è un tumore maligno causato dalla proliferazione incontrollata di cellule della ghiandola mammaria che possono invadere i tessuti circostanti e, nel tempo, diffondersi anche in altre parti dell’organismo.
Nella maggior parte dei casi ha origine dalle cellule ghiandolari che formano i lobuli o dai dotti che portano il latte al capezzolo.
Esistono diversi tipi di tumori della mammella, che possono essere classificati sulla base di indagini istologiche con target diversi.
DIFFUSIONE
È il tumore più frequentemente diagnosticato nelle donne in Italia, con oltre 53.000 nuovi casi all’anno, e rappresenta circa il 30% di tutte le neoplasie femminili (dati riferiti al 2024).
Nonostante ciò, tra il 2006 e il 2021, nelle donne tra i 20 e i 49 anni si è registrata una diminuzione complessiva della mortalità pari al 16,2%. Tuttavia, questo tipo di cancro rimane la principale causa di morte oncologica nelle donne (il 31%).
FATTORI DI RISCHIO
Diversi fattori di rischio possono aumentare la probabilità di svilupparlo, tra cui l’età avanzata, una storia familiare di tumore, mutazioni geniche come BRCA1 e BRCA2, l’esposizione a ormoni o a radiazioni, nonché abitudini di vita poco salutari, come il consumo di alcol, il fumo o il sovrappeso.
SINTOMI
I principali sintomi includono noduli o masse palpabili, alterazioni della pelle o del capezzolo e modificazioni della forma del seno, anche se nelle fasi iniziali spesso non si avverte dolore.
DIAGNOSI
La diagnosi si basa su esami di imaging come mammografia, ecografia e, se necessario, risonanza magnetica, seguiti da una biopsia per l’analisi cellulare e istologica. Queste ultime si rivelano fondamentali per comprendere la natura del tumore e pianificare la terapia.
TRATTAMENTO
Il trattamento può includere chirurgia, radioterapia, terapie farmacologiche (ormonali, chemioterapia, terapie mirate e immunoterapia), scelte in base alle caratteristiche biologiche del tumore.
Negli ultimi decenni la mortalità è diminuita grazie alla diagnosi precoce e alle terapie più efficaci, ma la ricerca continua per migliorare ulteriormente la prognosi e le possibilità di guarigione.
Fonte: AIOM-AIRTUM
